"APPUNTI E LETTERE"

"la Seriula"- Castelleone, olio su tela, 1939


Il presente volume è stato realizzato per iniziativa dei figli del pittore Arata, Gian Maria, Piero e Maria Rosa.

(stampato nel 1982)



<< Il titolo Appunti del mio spirito, dato alla presente pubblicazione, è tolto da una riga del diario segreto di Francesco Arata in data 10 dicembre 1934, e per quanti sforzi avessimo potuto fare nel tentativo di pensarne uno diverso, non saremmo riusciti a significarne meglio, e contemporaneamente, il carattere episodico di queste confessioni ("appunti") e il luogo della loro sorgiva prorompenza ("del mio spirito"). >>



tratto dalla prefazione di Claudio Toscani








Trafiletto estratto dal diario di Arata - GENNAIO 1935


<< Ho ripreso a dipingere. La neve. Ecco la mia passione. Il manto bianco che copre la mia campagna, incappuccia le case, gli alberi, crea un mondo da fiabe e perciò vi entrò con tutta la mia ingenua fantasia. Melodie in grigio, nero e bianco accese nel sole. Sfido il freddo, il pericolo che mi fa più vivo perché mi inoltro negli anni. Eppure sono felice quando posso dipingere all'aperto con tutto il tormento dei piedi e le mani che gelano. Spio il respiro, il rantolo, la tosse. Ho sempre paura di una congestione, vivo nell'ansia e nella paura. La pittura! M'indurisco nella cervice e tanto mi sforzo per interpretare con energia la natura. Sublime apoteosi del creato, che si rinnova ogni mattina, ogni giorno. Insaccato nel pastrano, cavalletto sotto braccio, telaio e cassetta nelle mani inguantate di nero, tiro come un facchino, ma beato, nella solitudine della terra e nel silenzio del cielo. Dondolo e incedo come un contadino, mi immedesimo tanto che sono una cosa sola col peso e col fango della strada. >>