Arata, nudo del 1929

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Arata, nudo del 1929

Arata, nudo del 1929

Il nudo e la natura morta costituiscono un passo importante per la scoperta più intima di un artista: Francesco Arata, assiduo nella pittura fino all’ostinazione, mitico per i Baguttiani, che proprio in questi due temi ha prodotto opere assolutamente stabili nel tempo.

Il nudo e la natura morta sono legati da un filo conduttore, sia per il significato che essi hanno nel corso di “Novecento” e di quello stile che lo identifica, appunto, nel ritorno alla visione classica, al nudo, all’utilizzo degli oggetti comuni come ciotole, brocche, ecc. ed anche per un lieve retaggio d’Ottocento, che non guasta, sia perché vengono entrambi elaborati in un laboratorio di massima concentrazione creativa.

Lo studio dell’artista è il tempio, il centro sacrale dove egli annienta la quotidianità e si immerge nel soggetto, proprio per essere verificato sulla tela dal vigore degli impulsi e dalla sensibilità formale.

“E con il colore, con il segno, ritorna in onore la composizione e il soggetto; e ritorna il nudo; e con il nudo la bellezza: gli dei ritornano, tenendosi per mano”, osservava Margherita Sarfatti (in Segni colori e luci, 1925, p. 44)

Nella seconda metà degli anni ’20 Arata dipinge parecchi nudi di notevole effetto visivo, di estremo rigore di esecuzione: era l’intento del “Realismo Magico” quello di affondare la ricerca nell’estrema verità del soggetto e trasmettere allo spettatore una visione gelida dello stesso, quasi che esso debba essere trasmesso nel tempo senza alterazioni, con la memoria dell’arte classica.

Nel 1929 Arata dipinge “il Nudo disteso con alzata e frutta” in cui si avverte la via verso un realismo meno sublime: la modella è una maja desnuda italiana che si rivolge a noi offrendo la sua bellezza con la semplicità e la brillantezza di una splendida porcellana.

Il pittore esprime tutta la sua esperienza creando una forte opera in cui emerge completa la sua adesione ai tempi ed ai modi Novecentisti, ma allontanandosi dal realismo alla Oppi e facendo vibrare emozione nella tela.

 

Nudo disteso con alzata e frutta,1929, olio su tela, 81×140, firmato e datato in basso a destra ARATA XXIX